martedì 22 maggio 2012

Monti incontra i terremotati: fatti vostri!

Marco Cedolin

In Italia negli ultimi 60 anni i terremoti sono stati parecchi, dal Belice all'Irpinia, dal Friuli all'Umbria, fino ad arrivare all'ultima tragedia in ordine di tempo che fu quella dell'Aquila. Così come sono stati molti i governi ritrovatisi a gestire queste catastrofi, talvolta operando con una discreta efficienza, molto spesso dando prova di profonda disorganizzazione. In alcuni casi, penso ad esempio al Friuli, i cittadini sono potuti rientrare nelle proprie abitazioni, completamente ricostruite da stato e regione, in tempi ragionevolmente brevi, in altri hanno dovuto attendere decenni all'interno dei container. In alcuni casi la gestione della calamità é filata via liscia, in molti altri i fondi destinati ai terremotati sono stati oggetto d'intrallazzi, speculazioni e tangenti senza fine.
Mai e poi mai è però stato messo in dubbio il principio basilare in virtù del quale lo stato aveva la piena responsabilità di procedere alla ricostruzione delle case distrutte e alla ristrutturazione degli edifici lesionati.
Poi é arrivato il governo golpista delle banche, capitanato da Mario Monti e le cose sono cambiate radicalmente, riducendo allo status di dilettanti tutti i truffatori del passato....

sabato 19 maggio 2012

Bomba a Brindisi, utilità della tensione

Marco Cedolin

Esplode una bomba (costituita da tre bombole del gas collegate fra loro) davanti ad una scuola di Brindisi, facendo scempio di studenti e lasciando sul selciato il corpo inanimato di una ragazza di 16 anni e altri ragazzi feriti gravemente. Una tragedia che strazia il cuore e s'insinua nelle coscienze, lasciando in bocca un gusto amaro e tanto dolore.
Quale significato potrebbe mai avere un attentato di questa crudeltà, apparentemente privo di senso?
E quali attori perversi si celano dietro ad un'azione così aberrante? La mafia? Il terrorismo eversivo? I servizi segreti?
Gli inquirenti naturalmente stanno vagliando l'accaduto e forse fra qualche giorno saranno in grado di presentare una qualche verità ufficiale, oppure le indagini proseguiranno, come è accaduto spesso in passato, senza risultati per decenni, fino a perdersi nei meandri del tempo e dell'imponderabile.
Senza alcuna presunzione di voler dare delle risposte, riteniamo comunque giusto portare qualche riflessione, basata unicamente sull'uso della logica.
Come molti hanno già avuto modo di scrivere è assai improbabile che ci sia la mafia dietro alla bomba di Brindisi. La mafia, nelle sue varie declinazioni, fino ad oggi non ha mai colpito nel mucchio attentando alla vita di comuni cittadini, ma quando è accaduto ha sempre diretto le proprie azioni contro obiettivi ben precisi che avevano un senso all'interno del contesto. Inoltre la mafia rifugge la pubblicità e da un attentato come quello di Brindisi avrebbe solo da perdere: gli occhi degli inquirenti e dei media focalizzati sul territorio, nuove leggi più repressive, maggiori attenzioni ai suoi movimenti. Una iattura insomma.....

venerdì 18 maggio 2012

Cani e porci

Marco Cedolin

I primi sono i cuccioli che vivono con noi ed allietano le nostre giornate con la loro compagnia. I secondi la congrega di banchieri che senza averne diritto governa questo disgraziato paese e lo prosciuga di ogni risorsa, attraverso l'imposizione di una tale marea di tasse che avrebbe fatto impallidire perfino un professionista come il povero Padoa Schioppa. Fidando naturalmente sulla capacità degli usurai di Equitalia di estorcere denaro anche a chi ormai sta letteralmente morendo di fame.
Per la seconda volta si sta infatti tornando a parlare di un progetto di legge, mirato a tassare i possessori di animali domestici, finalizzato dal "nobile proposito" di rimpinguare le casse comunali, finanziando una migliore gestione del randagismo.
Stando alle pagine di Repubblica, leader indiscusso fra i giornalacci mainstream, la proposta di legge in oggetto avrebbe in un primo tempo riscosso i favori del governo, che si sarebbe poi però affrettato nel prendere le distanze, per bocca (o meglio tastiera) del sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo, che esprimendosi nel merito nel luogo deputato a discutere le leggi, cioè twitter, avrebbe definito l'appoggio precedentemente dato al provvedimento solamente una "battuta"....

giovedì 17 maggio 2012

Il fantasma del terrorismo per coprire la realtà

Marco Cedolin

Nessuna persona in buona fede e nella pienezza delle sue facoltà mentali potrebbe seriamente prendere in considerazione l'ipotesi dell'avvento di una stagione di terrorismo nell'Italia del 2012, così come stanno vaticinando alcuni ministri del governo Monti, coadiuvati nella mistificazione da larga parte del bestiario politico e di quello mediatico, deputato all'orientamento del pensiero.
Tutti i parametri della società sono cambiati così radicalmente nel corso degli ultimi 40 anni, da far si che oggettivamente diventi assolutamente improponibile qualsiasi parallelismo con la stagione del terrorismo che sconvolse il paese a cavallo degli anni 70.
Quaranta anni fa, sull'onda della rivoluzione cubana e della contrapposizione ideologica fra comunismo e capitalismo, l'immaginario collettivo era fondalmentalmente ancora così ingenuo da prendere in considerazione la possibilità di sovvertire l'ordine costituito attraverso la pratica della lotta armata.
La "lotta di classe" era un qualcosa di tangibile, in una società molto semplice e schematica, dove le classi più povere, prevalentemente composte da operai, mantenevano un certo grado di coesione al proprio interno e una forte volontà di rivalsa nei confronti di quelle dominanti.
La televisione, agli albori, non aveva ancora esplicitato nella sua interezza il proprio ruolo di lavaggio del cervello che inibisce il senso critico, anestetizza le coscienze e sostituisce la cultura ponderata con l'informazione urlata. Si leggeva molto di più, si parlava molto di più e si "sognava" molto di più di quanto non accada oggi......

venerdì 11 maggio 2012

Fra una bastonata e un volantino, l'importante è fare confusione

Marco Cedolin

Caricati e bastonati con furia dalla polizia gli studenti che a Torino tentavano di entrare alla fiera del libro, per contestare il "banchiere" Profumo che sta giocando a fare il ministro. Sgomberati con violenza gli operai senza lavoro che nell'area dell'Alfa di Arese tentavano di difendere i diritti perduti. Picchiati e caricati a più riprese dalle forze dell'ordine i cittadini napoletani che protestavano animosamente davanti alla sede di Equitalia.
Gli usurai non si toccano e neppure si contestano, sembra il chiaro messaggio che lo stato (le banche) intende lanciare ai molti cittadini ormai preda della disperazione, facilitato in questo dall'atteggiamento complice dei partiti politici che hanno abbandonato ed isolato coloro che (sbagliando) li avevano votati, preferendo servire fedelmente  la grande finanza, nella speranza che li lasci sopravvivere ancora un pò.
A fare da corollario al pugno duro contro chiunque osi protestare, non potevano mancare le dotte disquisizioni degli esperti di statistica dell'Istat (quelli che stimano la disoccupazione sotto il 10% solamente perchè con la soppressione degli uffici di collocamento é scomparso anche il mezzo per conteggiare i disoccupati) che senza dimostrare la minima decenza si sono sentiti in dovere di disquisire sul numero degli italiani suicidati da Monti e Befera.....

mercoledì 9 maggio 2012

Brigate Rosse e volpi imbiancate

Marco Cedolin

L’Italia dello spread e dei governi tecnici è uno strano paese, dove un allenatore che tira un paio di cazzotti al proprio giocatore che lo ha schernito, viene additato come becero violento e licenziato seduta stante, ma un poliziotto che bastona a sangue  una donna che giace a terra indifesa, violento non lo è, anzi si propone per ricevere una promozione. Un paese confuso e confusionario, abbarbicato sui cortocircuiti logici, dove spesso vince chi urla più forte, ma se urli dalla parte sbagliata ti verrà prontamente fatto notare come sia vietato alzare la voce. Un paese dove giovani e meno giovani marciscono da mesi nelle patrie galere, per aver fatto una scritta su un muro o partecipato ad una manifestazione, ma chi in galera dovrebbe andarci sul serio, per avere ammazzato, rubato o stuprato, spesso riesce a farla franca sgusciando fra le maglie arrugginite della macchina della giustizia.
In questo clima un po’ così, a metà fra una commedia grottesca e un festival degli orrori, non poteva certo mancare qualche tombarolo che riesumasse la mummia del terrorismo degli anni di piombo, per agitarla con furia belluina dinanzi agli occhi del “popolo”, vaticinando violenze e violenze e sventure senza fine…….

martedì 8 maggio 2012

Notte buia

Marco Cedolin

Il tramonto è ormai scolorato da tempo fra le pieghe della notte e le prime luci dell’alba si scorgeranno solamente quando il buio inizierà a farsi meno fitto. Siamo nel bel mezzo della notte, ma la notte della ragione non è scandita dalle lancette di un orologio, può squarciarsi in un lampo quando meno te l’aspetti, così come mantenerti appiccicato al suo buio di gomma per l’eternità.
In Italia si vota sempre di meno e ci si suicida sempre di più, senza che il mezzobusto patinato deputato a leggere il gobbo del TG si produca in una filippica intorno al cambiamento dei gusti degli italiani.
La penuria di votanti tutto sommato è un problema risibile, dal momento che non esistono quorum e per eleggere il cameriere di turno sono più che sufficienti i consensi dei soliti fedelissimi. Poco importa il fatto che in Italia il maggior partito sia quello degli astenuti, l’importante è che rimanga un coacervo di differenze governato dal dividi et impera, cristallizzato e senza possibilità di nuocere.
L’ondata di suicidi al contrario è qualcosa di un poco più serio, se non altro perché esiste sempre la remota possibilità che arrivi un giorno in cui il “disperato” decida di rivolgere “l’arma” non contro sé stesso ma contro il suo aguzzino. E allora le parole d’ordine sono dissimulare, sottacere, minimizzare. Ignorare insomma il più possibile il problema, fintanto che le sue dimensioni consentano di farlo. L’alternativa sarebbe quella di prenderlo in considerazione, entrare nel merito degli elementi che lo ingenerano, tentare di arginarlo proponendo delle soluzioni. Tutte azioni politicamente scorrette, che potrebbero mettere a rischio l'equilibrio dello spread e la stabilità dei mercati finanziari. Troppo pericoloso.
Ma anche all’interno della notte più buia, spesso capita di scorgere delle ombre che si agitano nei recessi senza luce…..

sabato 5 maggio 2012

Gli ambulanti e la Bolkestein

Marco Cedolin

Mercoledì scorso, a Torino, alcune centinaia di ambulanti sono scesi in strada contro la direttiva Bolkestein che di fatto metterà seriamente a repentaglio le prospettive della loro attività, già fortemente minate dalla contrazione degli acquisti imposta dalla recessione.
Per tentare di dare alla loro protesta (politicamente scorretta e pertanto completamente ignorata tanto dai media quanto dai partiti che "difendono" i più deboli) una qualche visibilità, gli ambulanti hanno bloccato parzialmente, con l'ausilio, dei propri furgoni la tangenziale torinese in occasione della partita Juventus - Lecce, ingenerando un discreto caos nella circolazione.
Se da un lato questo gesto ha pagato, facendo si che agli ambulanti venisse dedicato qualche trafiletto perfino sulla Stampa, dove oltre a stigmatizzare l'accaduto e "piangere" i poveri tifosi in coda, si é fatto anche brevemente cenno alle ragioni della protesta, dall'altro la risposta della macchina repressiva è stata di quelle da far rizzare i capelli in testa a chiunque ancora pensi che il cittadino dovrebbe essere libero di difendere i propri diritti......

lunedì 30 aprile 2012

Primo Maggio: è qui la festa?

Marco Cedolin

Mai come quest'anno la sfilata allegorica del primo maggio, con tutto il suo corollario di bandiere rosse, sindacalisti d'accatto e guitti da cortile, appare come un esercizio retorico privo di costrutto, completamente disancorato dalla realtà. Una sorta di nemesi delle coscienze, anestetizzate dalla ripetitività di gesti senza senso e inebetite dai ritmi sincopati di concertini rock, usati per creare un pubblico all'imbonitore di turno.
In primo luogo non si comprende bene la natura dell'oggetto che ci si appresta a festeggiare. 
Il lavoro, omai da tempo latitante e nella maggior parte dei casi (quando c'è) associato a salari inadeguati al mantenimento di una famiglia?
I lavoratori, bestie da soma in via d'estinzione, immolati sull'altare del progresso e della competitività?
I disoccupati, fra le cui fila sempre maggiormente copiose albergano ogni giorno che passa, nuovi e più numerosi aspiranti suicidi che la "buona stampa" finge bellamente d'ignorare?......

lunedì 23 aprile 2012

Follia Ultrà? No capro espiatorio

Marco Cedolin

L'Italia è un paese dove si suicidano cinque persone al giorno (ancora poche stando alla sensibilità di Monti), uccise da Equitalia e dalle manovre di un governo golpista, i disoccupati crescono ad un ritmo vertiginoso, le poche aziende ancora aperte stanno emettendo gli ultimi rantoli prima di defungere, gli anziani che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena vedono ridursi ulteriormente le loro misere pensioni, le mense della Caritas sono affollate come un centro commerciale nei giorni che precedono il Natale, nasce una tassa al giorno ed i mestieranti che siedono al governo, tronfi e sprezzanti, non perdono occasione per "sputare" in faccia agli italiani.
Ma dov'è la follia? Dov'è la violenza? Dov'è l'indignazione, che tracima a "colorare" le prime pagine di quotidiani e TG?
Tutta nello stadio di Marassi, dove gli ultrà del Genoa, inviperiti per l'ennesima prestazione imbarazzante della squadra hanno bloccato l'incontro, pretendendo che i loro beniamini si togliessero la maglia che stavano "infangando".
Probabilmente se gli italiani possedessero un minimo del "coraggio" che è appannaggio di questi ultrà, avrebbero da tempo preteso che la "banda Monti" svestisse giacca e cravatta, per tornare dentro le banche dalle quali era venuta. Ma nonostante la situazione stia precipitando, il coraggio nel paese continua a latitare e gli italiani si accontentano di sfogare la propria frustrazione come i giornali comandano, contro gli ultrà cattivi ed incivili che rovinano il paese.....

lunedì 9 aprile 2012

Bombe ad orologeria e orologi che avanzano come bombe

Marco Cedolin

Leggendo i giornali dell'ultima settimana si percepisce per molti versi la sensazione di essere ritornati indietro di almeno un paio d'anni, al periodo del "bunga bunga", quando in un'Italia che stava inesorabilmente sprofondando nel baratro, tutti i media fingevano d'ignorare quanto stesse accadendo, preferendo concentrare la propria attenzione sulle storielle di escort, sui festini presidenziali, sulle avvenenti fanciulle in abiti discinti e sulle improbaili performance sessuali di un anziano megalomane, trasformatosi per l'occasione nel novello Rocco Siffredi.
Oppure ancora un poco più indietro, quando due intraprendenti giornalisti come Rizzo e Stella svelavano i "segreti" della casta, in un libro sponsorizzato dal maggior quotidiano italiano e coccolato dalla casta stessa, dando di fatto il via alla "stagione dell'antipolitica" che si sarebbe rivelata prodromica all'avvento di un governo tecnico, in grado di restituire al paese la perduta serietà.
Oggi è il turno della Lega Nord, con il Bossi, il Trota, i "ladroni" a casa nostra....

venerdì 6 aprile 2012

Questa sinistra innamorata del bene comune

Marco Cedolin 
 E' umanamente comprensibile il fatto che che larga parte della sinistra stia tentando di nascondere la "calce e il carrello", unitamente a lunghi anni passati a firmare dodecaloghi collaborando con coloro che fingeva di combattere, dietro il "bianco lenzuolo" costituito da liste civiche che in qualche misura le garantiscano una rinnovata verginità. 
Meno comprensibile resta il fatto che questa verginità venga costruita attingendo al nome di un movimento che ha sempre lavorato per "il bene comune", anche quando costoro ancora sottoscrivevano i patti con Confindustria, il TAV, le basi militari americane , gli inceneritori e le missioni di guerra Usraeliane. Soprattutto dal momento che "Per il Bene Comune" è un movimento politico il cui nome è registrato nelle liste elettorali e per legge non può venire usato da chi lo ritenga appetibile per operazioni di lifting e costruzione di specchietti per le allodole a basso costo e al "bene comune" la sinistra di "lotta e di governo", negli ultimi anni ha guardato con occhio davvero troppo miope per poter sperare di farne una bandiera.....